Il Papa apre lo sportello anti abusi

Vos estis lux mundi è il motu proprio di Papa Francesco che stabilisce le norme procedurali per contrastare gli abusi sessuali commessi da parte di membri del clero e – aspetto non secondario del documento – le omissioni dei vescovi e dei superiori religiosi “dirette a interferire o eludere” le indagini avviate. Il motu proprio recepisce le conclusioni del vertice sulla protezione dei minori nella chiesa che si è tenuto in Vaticano lo scorso febbraio. Tra le novità introdotte, l’istituzione in ogni diocesi di uno “sportello” facilmente accessibile per “presentare segnalazioni” su abusi e coperture. Chierici, religiose e religiosi dovranno “segnalare tempestivamente” all'autorità ecclesiastica preposta ogni notizia pervenuta: niente più appello alla coscienza individuale. Nel caso in cui l’indagato sia un vescovo, un ruolo di assoluto rilievo spetterà all’arcivescovo metropolita, che avrà pieno mandato di investigare sul caso. Le indagini “devono essere concluse entro novanta giorni” (salvo deroghe in casi determinati) e i gli uffici della curia sono quindi costretti ad agire entro termini temporali certi. E’ stata dunque recepita totalmente la posizione del cardinale americano Blase Cupich, primo a sostenere la necessità di demandare al metropolita l’indagine. Se però a essere indagato è il metropolita stesso – un nuovo Theodore McCarrick, ad esempio – l’onere passerà al vescovo più anziano di nomina tra i titolari di diocesi suffraganee. Spetterà poi al competente dicastero vaticano procedere “a norma di diritto”. Come aveva già detto il Papa durante il summit di febbraio, resta sacro il principio della presunzione di innocenza della persona indagata.